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Sonia

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Su Sonia

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  • Compleanno 09/10/1967

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  1. Oltre che essere stato uno "STRONZO" il caro Stan si è dimostrato completamente inaffidabile in quanto due giorni prima dice che ips è molto potente, una delle migliori piattaforme ecc..ecc..ecc..e il giorno successivo dice che non ne vuole più sapere, dopo tutto il lavoro che hai fatto per accontentarlo, e lui si lamenta del lavoro perso per quei 4 post del cazzo che ha messo nell'arco di un mese.....quindi caro Stan se dovessi leggere questi post sappi che per te qui dentro non c'è più posto quindi evita di registrarti nuovamente perchè nel caso decidessi di farlo sappi che scatterà il ban all'istante!!!
  2. Leggere a voce alta aiuta davvero a memorizzare sul lungo termine Un recente studio conferma che leggere un testo ad alta voce ne aiuta la memorizzazione sul lungo termine. Fondamentale nel processo l'"effetto di produzione". Leggere a voce alta comporta rielaborare il testo sia quando lo si pronuncia, che quando ci si ascolta. È più facile ricordare un testo, se lo si legge ad alta voce. La conferma di questa saggezza popolare viene da uno studio dell'Università di Waterloo (Canada) su 95 volontari. Di grande importanza per la memoria a lungo termine è il cosiddetto effetto di produzione, ovvero il pronunciare le parole (e riascoltarle). ATTIVARE LA MEMORIA... Ai 95 partecipanti è stato fatto memorizzare un testo in 4 diversi modi: leggendolo fra sé, ascoltandolo dalla lettura di qualcun altro, ascoltando la registrazione di sé stessi e leggendolo ad alta voce; e proprio con quest'ultima impostazione i partecipanti hanno ottenuto i risultati migliori. «Questo studio conferma che l'apprendimento e la memoria traggono beneficio dal coinvolgimento attivo», afferma Colin M. MacLeod, capo del Dipartimento di Psicologia e coautore della ricerca. E MANTENERLA ATTIVA. «Agli anziani viene solitamente consigliato di fare puzzle e parole crociate per rafforzare la memoria», continua MacLeod. «Questo studio suggerisce che anche la produzione attiva migliori la memoria». Ma, come ricorda MacLeod, è importate aggiungere che anche «l'esercizio regolare e l'attività fisica contribuiscono a rafforzare la memoria».
  3. Gli Stati Uniti a caccia di Ufo per 5 anni

    Gli Stati Uniti per 5 anni a caccia di UFO Dal 2007 al 2012 un progetto ombra conosciuto da pochi ha studiato l’origine di molti oggetti e luci la cui origine era ritenuta inspiegabile. Le conclusioni, come sempre in questi casi, non sono definitive. Un'immagine tratta da un video (Vedi sotto) ripreso da militari americani che discutono via radio cosa sia tale oggetto. Di questa notizia ne sentirete presto parlare... forse nel modo sbagliato. E per questo ci sembra doveroso provare a inquadrarla correttamente. La questione è questa: un'inchiesta del quotidiano americano New York Times ha svelato che dal 2007 al 2012 il Dipartimento della Difesa americana (il Pentagono, insomma) ha finanziato un programma per lo studio degli avvistamenti di oggetti o luci inspiegabili, meglio noti come Ufo (Oggetti Volanti non Identificati). Non si trattava di un programma segreto, ma era noto davvero a poche persone: annegato in un budget di 600 miliardi di dollari all'anno, un finanziamento di 22 milioni di dollari è stato praticamente invisibile per anni. Fino ad oggi. Il progetto, chiamato AATIP (Advanced Aerospace Threat Identification Program), che in italiano suona Programma avanzato per l’identificazione delle minacce aerospaziali venne iniziato dal Senatore Harry Reid, sollecitato dal suo amico Robert Bigelow, noto per la sua omonima società che costruisce “moduli gonfiabili per lo spazio” (uno di essi è agganciato alla ISS) e dalle posizioni molto radicali sul tema degli alieni: crede fermamente che esistano e che abbiano già visitato la Terra. Direttore dell’AATIP è stato Luis Elizondo, un funzionario dell’intelligence militare degli Stati Uniti dimessosi nell’ottobre del 2017 per protestare contro la segretezza del Governo sul problema UFO. Secondo Elizondo vi sono diversi episodi di avvistamenti, anche da parte di militari, di oggetti che non trovano spiegazione da un punto di vista scientifico e tecnologico. Un oggetto fotografato dagli astronauti nello spazio da molti considerato un'astronave aliena, mentre altro non è che un pezzo di isolamento dello Space Shuttle SOLUZIONI TERRENE. Naturalmente la presenza di un programma di questo tipo e la scoperta di eventi inspiegabili e degni di ulteriori indagini non significa che gli alieni siano arrivati (e che i militari non ce lo vogliano far sapere). Gli esperti infatti avvertono che spesso esistono spiegazioni terrene per tali incidenti e che non conoscendo la spiegazione non significa che l'evento abbia origini interstellari. Questo vale anche per alcuni video(vedi qui sotto), rilasciati dal Dipartimento di Stato e pubblicati dal New York Times. Tra le prese di posizione degli esperti vale la pena ricordarne due: quella di James Oberg, noto per essere un “debunker di UFO”, ossia di cercare e trovare la soluzione “terrena e non extraterrestre” in tutti gli avvistamenti di oggetti non identificati e quella di Sara Seager, un'astrofisica del MIT che studia le atmosfere dei pianeti extrasolari. Questi sostengono che la spiegazione dei fenomeni non identificati è da ricercare nelle nuove tecnologie che Russia, Cina e gli stessi Stati Uniti mettono a punto da sempre e quindi quando sono in fase sperimentale risultano oggetti non identificabili. Pur non entrando nello specifico del programma, Seager ha spiegato al New York Times che non conoscere l'origine di un oggetto non significa che provenga da un altro pianeta o galassia. «Quando le persone dichiarano di aver osservato fenomeni veramente insoliti, a volte vale la pena fare delle analisi serie», ha detto. Ma, ha aggiunto, «ciò che la gente a volte non capisce della scienza è che spesso ci imbattiamo in fenomeni che rimangono inspiegabili». Luis Elizondo è stato Direttore del Progetto Advanced Aerospace Threat Identification Program I PRECEDENTI. Non è la prima volta che gli Ufo sono al centro di indagini negli Stati Uniti, anche da parte dell’esercito americano. Nel 1947 l’aviazione iniziò una serie di studi per far luce su oltre 12 mila presunti oggetti non identificati che pose termine nel 1969. Tra i tanti progetti quello forse più noto è lo studio denominato Project Blue Book, il quale concluse che la maggioranza degli avvistamenti erano stelle, nuvole, aerei convenzionali o velivoli spia. Ma va ricordato che circa 700 casi rimasero senza spiegazione.
  4. Ai gatti non piace bagnarsi ecco perchè

    Perché ai gatti non piace bagnarsi? Ci sono diverse spiegazioni ma la più accreditata è quella per cui il mantello dei felini si asciuga molto lentamente. Sentirsi bagnati non piace a nessuno, tantomeno a Micio... Avete mai visto un gatto bagnato e... contento? Ci sono gatti a cui il contatto con l’acqua sembra risultare gradevole, ma rappresentano l’eccezione alla regola più generale. Al contrario dei cani, infatti, i felini domestici non sopportano di bagnarsi e i motivi di questa repulsione si possono ancora soltanto teorizzare. ACQUA. Per qualcuno si tratterebbe di un’eredità genetica, poiché fin dall’antichità i gatti non hanno mai dovuto ambientarsi in ecosistemi ricchi di acqua, quindi, semplicemente, rifuggirebbero da un elemento poco conosciuto. Una delle tesi più accreditate viene proposta da Kelley Bollen, esperta statunitense di comportamento animale, secondo cui il mantello dei gatti, quando si bagna, asciuga molto lentamente e tale sensazione di umido procura all’animale un forte disagio. ODORI. Secondo Bollen, che dirige in Massachusetts un centro di training comportamentale per animali da compagnia, bisogna poi considerare che i gatti trascorrono molto tempo a lavare il proprio mantello, rilasciando su di esso odori che servono anche a comunicare con altri felini e a marcare il proprio territorio; per questo, qualsiasi liquido che scorra sul loro pelo levando gli odori da loro pazientemente rilasciati non rappresenta una sensazione piacevole. MANIACI DEL CONTROLLO. I gatti sono inoltre maniaci del controllo: una necessità che per loro si potrebbe tradurre nel tenere le zampe appoggiate quanto più possibile su superfici solide, mentre il contatto con elementi liquidi li destabilizzerebbe.
  5. Perchè l'amore fa passare la fame

    Perché quando ci si innamora passa la fame? Quella sensazione di stomaco chiuso che quasi tutti provano quando si perde la testa per qualcuno ha una spiegazione scientifica. L’innamoramento provoca anche inappetenza. In un certo senso, ci nutriamo d’amore. Quando ci innamoriamo il nostro cervello aumenta la produzione di dopamina, noradrenalina e feniletilamina (PEA), neurotrasmettitori che inondano il corpo e scatenano reazione fisiologiche, quali il battito cardiaco accelerato, l’aumento di sudorazione, l’euforia, l’eccitazione, l’insonnia e anche... il minore appetito. È proprio la PEA, sostanza chimica con una struttura simile a quella delle anfetamine, che ci riempie di entusiasmo amoroso ma chiude lo stomaco. Non si sa esattamente come questo neurotrasmettitore agisca sull’inibizione della fame, ma la sua “esplosione” nel nostro organismo durante l’innamoramento ci regala moltissima energia ed eccitazione emotiva. STRESS AMOROSO. A livello biologico, insomma, è tutta questione di chimica. Nella fase iniziale dell’infatuazione, quando si desidera ardentemente l’altra persona, senza però che si sia ancora instaurata una relazione a due, l’organismo è inondato dagli ormoni dello stress. È il classico “sfarfallìo” del cuore, che chiunque ha sperimentato di fronte all’uomo o alla donna per cui ci si è presi una cotta, spesso accompagnato da vampate di calore, viso che arrossisce, mani che sudano. Reazioni repentine, incontrollabili, spesso persino inaspettate, legate a momenti intensi vissuti insieme alla (sospirata) dolce metà. COME UNA DROGA. E se poi Cupido mette bene a segno le sue frecce, i tremiti lasciano il posto all’euforia: l’amore, ricambiato, è travolgente, folle, smodato. Energia allo stato puro che spazza via il sonno, la fatica e, appunto, la fame. Perché, in un certo senso, è come se ci nutrissimo solo d'amore. E anche Dante, pur non conoscendo la “chimica dell’amore”, è risaputo che soffrì di inappetenza, quando si innamorò di Beatrice.
  6. Musicando

  7. Musicando

  8. A quale Angelo assomigli?

    La vita è dura e piena di ostacoli . Ma tu sei forte e consapevole che ci sarà una ricompensa :il paradiso. Rispondi a queste 10 domande e scoprirai a quale angelo assomigli. inizia il test A me è uscito questo Tu sei l'arcangeloRaffaeleNon c'è fatica che tenga per te a riguardo delle persone che tu ami, passeresti per loro anche sui carboni ardenti. Per proteggere i tuoi amati andresti con loro dappertutto, anche perché ti piace viaggiare e sei sempre informato sugli itinerari. Gli amici amano la tua presenza e sanno che possono contare su di te nelle difficoltà. Sei nato per protegger ed aiutare gli altri.
  9. Come sei morto nella tua vita precedente?

    Si dice che l'anima dell'uomo è immortale e dopo la morte rinasce in un altro corpo. Rispondi a queste otto domande e scopri quale fine ha trovato la tua ultima vita.Inizia il testA me è uscito questo: Sei morto durante la seconda guerra mondiale! Milioni di uomini e donne furono vittime della seconda guerra mondiale, ma la tua morte fu qualcosa di particolare. Tu sei morto durante la liberazione di un campo di concentramento, perché hai voluto salvare la vita di una decina di bambini piccoli. Loro hanno sopravvissuto solo grazie al tuo sacrificio.
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